Autore Topic: [TRACCIA] h) Traccia n. 1 - Commerciale I - Lezione del 10 settembre 2013  (Letto 7577 volte)

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Offline Raffaele Viggiani

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[TRACCIA] h) Traccia n. 1 - Commerciale I - Lezione del 10 settembre 2013
« il: 01 Settembre 2013, 09:26:32 »
Solo per questa settimana, la traccia può essere letta e scaricata anche dai non iscritti alla scuola.

Coloro che sono già iscritti alla scuola sono pregati di scaricare la traccia cliccando qui.

La traccia è presentata in 3 versioni di difficoltà: avanzata, intermedia ed iniziale.
Chi redige l'intermedia deve omettere le parti in rosso.
Chi redige l'iniziale deve omettere le parti in rosso e in blu.

Regola:
- chi è iscritto o ha intenzione di iscriversi al corso casistico avanzato, può redigere solo la versione avanzata;
- chi è iscritto o ha intenzione di iscriversi al corso casistico semplificato, può scegliere quale delle tre versioni redigere.




Vi ricordo che in previsione del concorso notarile (che dovrebbe svolgersi tra il 18 e il 29 novembre 2013), è possibile iscriversi:
- sia al modulo pre-concorso (da settembre a novembre 2013);
- sia al corso casistico annuale (semplificato o avanzato), i cui primi 10 casi coincidono con i 10 casi del modulo pre-concorso
.

Per ogni informazione sui corsi di quest'anno e sulle modalità di iscrizione, cliccate qui.



La traccia è disponibile sia in formato testuale che in allegato pdf (che trovate in fondo a questo messaggio).



La lezione di correzione di questa traccia si terrà martedì 10 settembre 2013.

Vi ricordo, inoltre, che ogni traccia settimanale - oltre ad essere svolta a casa - può redigersi anche in modalità "simulazione settimanale collaborativa" (quindi, riunendosi e svolgendo la traccia insieme ai propri compagni di studio), ogni mercoledì o sabato presso il Circolo Filologico Milanese, dalle ore 10 alle ore 18.



     Livello Avanzato

     L’art. 15 dello statuto della “Fingertips S.p.A.”, con capitale di euro 400.000, dispone che «le azioni postergate partecipano alle perdite in misura pari a un terzo rispetto a quanto vi partecipano le azioni ordinarie».
     Guarda caso, la società - a seguito della profonda crisi economica che ha investito il settore merceologico di riferimento - ha accumulato ingenti perdite, pari ad euro 600.000, le quali hanno eroso il patrimonio netto, rappresentato tra l’altro dalla riserva legale per euro 80.000, dalla riserva sovrapprezzo per euro 120.000, dalla riserva di rivalutazione per euro 10.000 e da una riserva statutaria per euro 90.000.
     Soci in parti uguali sono i signori Primo, titolare di azioni postergate, Secondo, assente per una visita medica e titolare di azioni ordinarie, Terzo, vedovo e nudo proprietario delle azioni ordinarie di cui è usufruttuario il figlio minorenne Terzino, e la “Quarta S.r.l.”, società fallita, titolare di azioni ordinarie.
     L’assemblea della società si riunisce in data 10 settembre 2013, in seconda convocazione (essendo la prima andata deserta), per assumere le deliberazioni necessarie e per aumentare del minimo possibile il capitale sociale, al fine di riequilibrare totalmente i rapporti di forza esistenti tra i soci; l’aumento verrà liberato dall’estraneo Turillo al 25% e sarà assegnato ai soli soci titolari di partecipazioni ordinarie.
     Inoltre, i soci vorrebbero modificare la clausola dell’art. 15 sopra citato, prevedendo espressamente:
     - una postergazione totale e non parziale;
     - nel caso di aumento di capitale conseguente ad una riduzione per perdite attuata in presenza di soci aventi partecipazioni postergate, che il diritto di opzione sulle partecipazioni di nuova emissione venga attribuito, alle varie categorie di soci, in maniera tale da permettere il ripristino della situazione precedente.
     Si precisa, infine:
     - che le azioni postergate, così come previsto dall’art. 14 dello statuto sociale, attribuiscono un diritto di voto limitato alle delibere dalle quali deriva il diritto di recesso;
     - che né lo statuto né il regolamento assembleare prevedono la modalità di espressione del voto, ragion per cui il Presidente vorrebbe procedere ad una votazione per alzata di mano, mentre i soci gradirebbero una votazione per chiamata nominativa.
     Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani di Roma, con studio alla via Aurelia n. 619, presupponendo quanto necessario e considerando che i soci sono disposti ad adeguarsi ai suoi consigli giuridici, riceva quanto richiesto, motivi la soluzione adottata - precisando la fattibilità o meno dell’operazione per il caso in cui l’aumento venga deliberato ad euro 120.000 - e tratti, in parte teorica, dei particolari aspetti di disciplina delle azioni postergate, della riserva di rivalutazione e della sua utilizzabilità per le operazioni sul capitale, della differenza tra assegnazione non proporzionale e adempimento del terzo in sede di aumento del capitale sociale e, infine, dei pregiudizi e delle relative tutele che riguardano gli azionisti di categoria.



     Livello Intermedio
     (in rosso le parti da non considerare se intendete svolgere la versione "intermedia")

     L’art. 15 dello statuto della “Fingertips S.p.A.”, con capitale di euro 400.000, dispone che «le azioni postergate partecipano alle perdite in misura pari a un terzo rispetto a quanto vi partecipano le azioni ordinarie».
     Guarda caso, la società - a seguito della profonda crisi economica che ha investito il settore merceologico di riferimento - ha accumulato ingenti perdite, pari ad euro 600.000, le quali hanno eroso il patrimonio netto, rappresentato tra l’altro dalla riserva legale per euro 80.000, dalla riserva sovrapprezzo per euro 120.000, dalla riserva di rivalutazione per euro 10.000 e da una riserva statutaria per euro 90.000.
     Soci in parti uguali sono i signori Primo, titolare di azioni postergate, Secondo, assente per una visita medica e titolare di azioni ordinarie, Terzo, vedovo e nudo proprietario delle azioni ordinarie di cui è usufruttuario il figlio minorenne Terzino, e la “Quarta S.r.l.”, società fallita, titolare di azioni ordinarie.
     L’assemblea della società si riunisce in data 10 settembre 2013, in seconda convocazione (essendo la prima andata deserta), per assumere le deliberazioni necessarie e per aumentare del minimo possibile il capitale sociale, al fine di riequilibrare totalmente i rapporti di forza esistenti tra i soci; l’aumento verrà liberato dall’estraneo Turillo al 25% e sarà assegnato ai soli soci titolari di partecipazioni ordinarie.
     Inoltre, i soci vorrebbero modificare la clausola dell’art. 15 sopra citato, prevedendo espressamente:
     - una postergazione totale e non parziale;
     - nel caso di aumento di capitale conseguente ad una riduzione per perdite attuata in presenza di soci aventi partecipazioni postergate, che il diritto di opzione sulle partecipazioni di nuova emissione venga attribuito, alle varie categorie di soci, in maniera tale da permettere il ripristino della situazione precedente.
     Si precisa, infine:
     - che le azioni postergate, così come previsto dall’art. 14 dello statuto sociale, attribuiscono un diritto di voto limitato alle delibere dalle quali deriva il diritto di recesso;
     - che né lo statuto né il regolamento assembleare prevedono la modalità di espressione del voto, ragion per cui il Presidente vorrebbe procedere ad una votazione per alzata di mano, mentre i soci gradirebbero una votazione per chiamata nominativa.
     Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani di Roma, con studio alla via Aurelia n. 619, presupponendo quanto necessario e considerando che i soci sono disposti ad adeguarsi ai suoi consigli giuridici, riceva quanto richiesto, motivi la soluzione adottata - precisando la fattibilità o meno dell’operazione per il caso in cui l’aumento venga deliberato ad euro 120.000 - e tratti, in parte teorica, dei particolari aspetti di disciplina delle azioni postergate, della riserva di rivalutazione e della sua utilizzabilità per le operazioni sul capitale, della differenza tra assegnazione non proporzionale e adempimento del terzo in sede di aumento del capitale sociale e, infine, dei pregiudizi e delle relative tutele che riguardano gli azionisti di categoria.



     Livello Iniziale
     (in rosso e in blu le parti da non considerare se intendete svolgere la versione "iniziale")

     L’art. 15 dello statuto della “Fingertips S.p.A.”, con capitale di euro 400.000, dispone che «le azioni postergate partecipano alle perdite in misura pari a un terzo rispetto a quanto vi partecipano le azioni ordinarie».
     Guarda caso, la società - a seguito della profonda crisi economica che ha investito il settore merceologico di riferimento - ha accumulato ingenti perdite, pari ad euro 600.000, le quali hanno eroso il patrimonio netto, rappresentato tra l’altro dalla riserva legale per euro 80.000, dalla riserva sovrapprezzo per euro 120.000, dalla riserva di rivalutazione per euro 10.000 e da una riserva statutaria per euro 90.000.
     Soci in parti uguali sono i signori Primo, titolare di azioni postergate, Secondo, assente per una visita medica e titolare di azioni ordinarie, Terzo, vedovo e nudo proprietario delle azioni ordinarie di cui è usufruttuario il figlio minorenne Terzino, e la “Quarta S.r.l.”, società fallita, titolare di azioni ordinarie.
     L’assemblea della società si riunisce in data 10 settembre 2013, in seconda convocazione (essendo la prima andata deserta), per assumere le deliberazioni necessarie e per aumentare del minimo possibile il capitale sociale, al fine di riequilibrare totalmente i rapporti di forza esistenti tra i soci; l’aumento verrà liberato dall’estraneo Turillo al 25% e sarà assegnato ai soli soci titolari di partecipazioni ordinarie.
     Inoltre, i soci vorrebbero modificare la clausola dell’art. 15 sopra citato, prevedendo espressamente:
     - una postergazione totale e non parziale;
     - nel caso di aumento di capitale conseguente ad una riduzione per perdite attuata in presenza di soci aventi partecipazioni postergate, che il diritto di opzione sulle partecipazioni di nuova emissione venga attribuito, alle varie categorie di soci, in maniera tale da permettere il ripristino della situazione precedente.
     Si precisa, infine:
     - che le azioni postergate, così come previsto dall’art. 14 dello statuto sociale, attribuiscono un diritto di voto limitato alle delibere dalle quali deriva il diritto di recesso;
     - che né lo statuto né il regolamento assembleare prevedono la modalità di espressione del voto, ragion per cui il Presidente vorrebbe procedere ad una votazione per alzata di mano, mentre i soci gradirebbero una votazione per chiamata nominativa.
     Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani di Roma, con studio alla via Aurelia n. 619, presupponendo quanto necessario e considerando che i soci sono disposti ad adeguarsi ai suoi consigli giuridici, riceva quanto richiesto, motivi la soluzione adottata - precisando la fattibilità o meno dell’operazione per il caso in cui l’aumento venga deliberato ad euro 120.000 - e tratti, in parte teorica, dei particolari aspetti di disciplina delle azioni postergate, della riserva di rivalutazione e della sua utilizzabilità per le operazioni sul capitale, della differenza tra assegnazione non proporzionale e adempimento del terzo in sede di aumento del capitale sociale e, infine, dei pregiudizi e delle relative tutele che riguardano gli azionisti di categoria.



Qui sotto trovate le tracce in formato pdf.

Versione avanzata
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Versione intermedia
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Versione iniziale
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« Ultima modifica: 03 Giugno 2019, 07:41:14 da Raffaele Viggiani »

 


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